In un’epoca in cui l’universo social celebra corpi perfetti, filtri e successo istantaneo, Piergiorgio Tedesco sceglie la strada opposta: raccontare il vuoto che si nasconde dietro l’immagine. Dal 12 gennaio 2026 è disponibile su tutte le piattaforme digitali “Gessica Rabbit”, il primo singolo estratto dal nuovo album #Ballerina26, un brano rock diretto, ironico e profondamente provocatorio.
Lontano da qualsiasi romanticismo, “Gessica Rabbit” è una critica feroce alla cultura dell’apparenza e al fenomeno delle cosiddette “veline del web”. Con un ritmo travolgente e una scrittura tagliente, il cantautore torinese mette a fuoco una deriva sociale in cui l’approvazione dell’algoritmo diventa misura del valore personale. Like, visualizzazioni e slogan fuorvianti sostituiscono studio, consapevolezza e identità, trasformando il corpo in merce e la visibilità in fine ultimo.
Il testo, pungente e ricco di immagini forti, racconta una femminilità svuotata di significato, imprigionata in un sistema che scambia l’ostentazione per emancipazione. È uno sguardo lucido, a tratti amaro, che non giudica dall’alto ma osserva e restituisce una realtà sempre più normalizzata.
A rafforzare il messaggio arriva anche il videoclip ufficiale, un delirio onirico e grottesco che riflette perfettamente la dimensione “onlife” in cui viviamo: un mosaico di situazioni estreme e paradossali dove il confine tra persona e personaggio si dissolve completamente, lasciando spazio a una caricatura inquietante della quotidianità digitale.
“Gessica Rabbit” rappresenta il volto più rock e provocatorio di #Ballerina26, concept album interamente dedicato alla figura femminile. Un progetto ambizioso che, accanto a questa denuncia contemporanea, esplora sonorità diverse – dal jazz alla dance anni ’70 fino a incursioni techno-pop – componendo un racconto sfaccettato e complesso.
Come dichiara lo stesso Tedesco, il brano nasce con l’intento di scuotere e far riflettere: una risata amara rivolta a un modello culturale che premia il vuoto e sacrifica la sostanza. Con “Gessica Rabbit”, il rock torna a essere strumento di critica sociale, capace di disturbare, far discutere e, soprattutto, mettere a nudo ciò che spesso preferiamo non vedere.
Segnalato da Radio Promoter.



