Il debutto discografico di Ilema, nome d’arte di Ilenia Mancini, è il punto di arrivo di un percorso lungo e stratificato, che attraversa continenti, pratiche culturali e linguaggi differenti. “Briciole di te”, il suo primo singolo ufficiale, nasce tra Brasile e Italia e inaugura un progetto musicale che sceglie la misura, l’osservazione e il tempo lungo come cifra espressiva.
Scritto a Rio de Janeiro, in un periodo di forte isolamento e ridefinizione personale, il brano affronta una dinamica relazionale sempre più diffusa: la presenza intermittente, fatta di promesse minime e di coinvolgimenti mai dichiarati, oggi spesso definita breadcrumbing. Nel testo questa condizione prende forma attraverso l’immagine concreta delle “briciole”, che diventano unità di misura di un legame sbilanciato, più che semplice metafora sentimentale.
Non c’è mai una definizione del rapporto, né una presa di posizione morale. L’asimmetria tra i due soggetti emerge anche sul piano grammaticale: «io amante, tu niente di più». Una frase che resta sospesa, come il legame che racconta. Ilema non spiega e non risolve: registra una dinamica e la restituisce così com’è, senza correzioni.
Se il Brasile è stato il luogo della scrittura, Firenze è quello della messa a fuoco definitiva. L’incontro con Marco Falagiani, arrangiatore e produttore storico della canzone italiana, ha dato al brano una direzione essenziale e priva di sovrastrutture. La produzione sceglie una linea sobria, che valorizza una vocalità non allineata ai codici del pop contemporaneo, rendendo la ripetizione testuale e la semplicità formale parte integrante del racconto.
«“Briciole di te” nasce da una presa di coscienza molto netta», racconta Ilema. «Accorgersi di quanto spesso si accettino legami fatti di assenze, di mezze parole, di presenze minime scambiate per amore. Scriverla è stato un modo per riconoscere quella dinamica e prenderne distanza».
Il percorso di Ilenia Mancini attraversa contesti geografici e disciplinari diversi: dagli studi tra Firenze e Londra alla lunga permanenza in Medio Oriente, fino al Brasile, dove a Rio de Janeiro ha fondato il progetto Tao Batuque nella favela della Mangueira, un’iniziativa educativa che unisce yoga, percussioni e lavoro con i bambini del quartiere. Parallelamente alla musica, Ilema si è formata come terapeuta in medicina cinese ed è autrice del saggio “Come trattare la voce con la medicina cinese”, adottato in ambito medico e sanitario.
Questo background entra nel progetto musicale come metodo: la voce non è veicolo di sfogo emotivo, ma strumento di equilibrio, controllo e misura. L’arrangiamento di “Briciole di te” è firmato da Marco Falagiani, con il contributo di Valentina Galasso e Marta Maddalena Di Stefano, mentre il mastering è a cura di Marzio Benelli. Il progetto sarà completato a breve dall’uscita del videoclip ufficiale.
Con “Briciole di te”, Ilema entra nel panorama musicale italiano senza cercare adattamenti o scorciatoie. Il suo debutto non chiede immedesimazione, ma attenzione. È il primo capitolo di un percorso che sceglie di non accelerare, lasciando che la forma prenda tempo, esattamente come le storie che racconta.
Segnalato da Radio Promoter per Music & Media Press.



